La Foresta diffusa dei Giusti
La Foresta diffusa dei Giusti del Friuli Venezia Giulia fa parte di GariwoNetwork.
Gariwo è la Fondazione che dal 1999 si impegna a far conoscere le storie dei Giusti educando alla responsabilità.
Qui ogni albero è dedicato alla memoria viva
di uomini e donne capaci di scelte
di giustizia e di pace
All’ombra di un albero non si fanno prediche ma si raccontano storie.
Sono storie vere, di persone che con il loro esempio educano alla responsabilità personale e collettiva per preservare i valori umani davanti a leggi ingiuste o all’indifferenza della società di fronte al diffondersi della cultura dell’odio.
Questa foresta, diffusa nei Comuni di Aviano, Brugnera, Cervignano del Friuli, Codroipo, Lignano Sabbiadoro, Maniago, Mortegliano, Paluzza, San Canzian d’Isonzo, San Giovanni al Natisone, San Vito al Tagliamento, Spilimbergo, Turriaco, Udine, non è un memoriale ma un libro aperto per tutti quelli che hanno voglia di fermarsi a pensare.

Un Bagolaro dedicato a Rosa Parks
Giardino della Biblioteca di S. Canzian d’Isonzo- Pieris, fraz. Pieris, Largo Garibaldi 34Un Ginkgo biloba dedicato a Sonita Alizadeh
Giardino della Scuola primaria G. Marconi, Ligugnana, Via Galante Ciliti 11Una Quercia dedicata a Jane Goodall
Giardino della Scuola primaria D. Alighieri, Via Cosani 21Un Bagolaro dedicato a Franco Basaglia
Parco della Villa Businello, Via Giuseppe Mazzini 17Un Acero dedicato a Giorgio Perlasca
Piazza AquileiaUn Acero campestre dedicato a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino
Giardino della Scuola secondaria di primo grado G.B. Tiepolo, Via del Pioppo 55Un Cedro dell’Atlante dedicato a Iqbal Masih
Palazzina Ferro, Piazza DuomoUna Quercia dedicata a Liliana Segre
Parco della Scuola secondaria di primo grado, Via Friuli 14Quercia dedicata a Yusra Mardini
Torre MoscardaUna Firmiana Platanifolia Aogiri dedicata a Toomaj Salehi
Istituto d’istruzione superiore “Il Tagliamento”, Via degli Alpini 1Un Ulivo dedicato a Felicia Bartolotta Impastato
Parco della scuola primaria Ippolito Nievo, Via Annia 13Un Ginkgo Biloba dedicato a Don Lorenzo Milani
Parco della Scuola secondaria di primo grado “Amalteo-Tommaseo”, Via Angelo Galante Ciliti 9Un Cedro Californiano dedicato a Flavia Agnes
Parco di Villa Varda, Via Villa Varda di S. Cassiano 7Un Faggio dedicato a Lea Garofalo
Parco Larissa, Piazzale TrentoUn Ippocastano dedicato a Gino Bartali
Largo Foro BoarioUn Prunus Cerasifera dedicato ad Arthur Ashe
Parco giochi di Viale delle scuole 33Un Bagolaro dedicato a Gino Strada
Biblioteca Civica di Maniago, Via Battiferri 1Un Bagolaro dedicato a Sophie Scholl
Giardino della Scuola secondaria di primo grado Valussi, Via Francesco Petrarca 19Un Tiglio dedicato a Chico Mendes
Torre MoscardaUn Ginkgo Biloba dedicato a Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi
Parco di Palazzina FerroUna Quercia dedicata a Senija Karamehic
Giardino della scuola primaria Silvio PellicoUn Acero Campestre dedicato a Wangari Muta Maathai
Parco giochi di Campagna di ManiagoUn Osmanto Odoroso dedicato a Ilaria Alpi
Giardino di Villa de BrandisUn Ciliegio dedicato a Wangari Muta Maathai
Giardino della Biblioteca, via Treviso 2Una Quercia dedicata a Dian Fossey
Parco ex Gil, via Nuova 6Un Acero Campestre dedicato a Paul Grüninger
Torre Moscarda, Località ‘Enfretors’Un Gelseto dedicato a Antonio Maglio
Centro Progetto Spilimbergo, via degli Abeti 4Un Cedro dedicato a Luca Attanasio
Piazza IndipendenzaUn Bagolaro dedicato a Rachel Carson
Giardino della Biblioteca, via Enrico Fermi 2 Un Acero Campestre dedicato a Anna Politkovskaja
Giardino della Biblioteca Ragazzi, viale Dante Alighieri 14I Giusti sulla nostra mappa
Ecco i luoghi dove puoi trovare gli alberi che formano Foresta diffusa dei Giusti in Friuli Venezia Giulia.
Scopri di più sulla Foresta dei Giusti di GariwoNetwork.
01
Un bagolaro per
ROSA PARKS
Giardino della Biblioteca di S. Canzian d’Isonzo – Pieris, fraz. Pieris, Largo Garibaldi 34 – San Canzian d’Isonzo (GO)
Il suo coraggio ha fatto di lei un simbolo della lotta contro la segregazione razziale e per questo viene ricordata come “la madre del movimento per i diritti civili”. Rosa Parks (1913–2005) aveva la pelle nera e faceva la sarta. Quando nel 1955 si rifiutò di cedere il suo posto ad un uomo bianco sull’autobus di Montgomery (Alabama), ebbe inizio la battaglia non violenta per i diritti civili degli afroamericani che investì tutti gli Stati Uniti.
02
Un ginkgo biloba per SONITA ALIZADEH
Giardino della Scuola primaria G. Marconi, Ligugnana, Via Galante Ciliti 11 – San Vito al Tagliamento (PN)
Sonita Alizadeh, nata in Afghanistan nel 1996, è una rapper che ha denunciato il dramma delle spose bambine. Cresciuta in un campo profughi in Iran, ha rifiutato di essere venduta dai suoi genitori a un uomo per il matrimonio combinato. Ha scritto e lanciato la canzone rap “Dokhtar Forooshi” per protestare contro la pratica, attirando l’attenzione internazionale. Grazie al suo impegno, ha ottenuto una borsa di studio negli Stati Uniti, dove continua a studiare e a promuovere il cambiamento.
03
Una quercia per
JANE GOODALL
Giardino della Scuola primaria D. Alighieri, Via Cosani 21 – Turriaco (GO)
Jane Goodall, nata in Inghilterra nel 1934, è stata pioniera nello studio degli scimpanzé nel loro ambiente naturale. A partire dal 1960, ha rivoluzionato l’antropologia con scoperte fondamentali, come l’uso di utensili da parte degli scimpanzé e la loro capacità di provare emozioni. Fondatrice del Jane Goodall Institute, si è dedicata alla conservazione degli habitat naturali e alla protezione delle specie minacciate. Oggi, continua a sensibilizzare il pubblico sulla sostenibilità e sui diritti degli animali, lavorando in numerosi paesi del mondo.
04
Un bagolaro per
FRANCO BASAGLIA
Parco della Villa Businello, Via Giuseppe Mazzini 17 – Spilimbergo (PN)
Franco Basaglia (1924-1980) è stato uno psichiatra italiano, noto per la sua rivoluzionaria riforma della psichiatria. Nel 1961, divenne direttore dell’ospedale psichiatrico di Gorizia, dove promosse l’umanizzazione delle cure, abolendo pratiche crudeli e trasformando i manicomi in comunità terapeutiche. Le sue teorie portano alla legge Basaglia (1978), che sancisce la chiusura dei manicomi in Italia. Fondò anche il movimento di Psichiatria Democratica e sostenne la reintegrazione sociale dei malati mentali, cambiando radicalmente il concetto di malattia mentale e cura.
05
Un acero per
GIORGIO PERLASCA
Piazza Aquileia – San Giovanni al Natisone (UD)
Giorgio Perlasca (1910-1992) era un ex fascista italiano che, durante la Seconda Guerra Mondiale, si finse console spagnolo a Budapest e salvò circa 5.200 ebrei ungheresi dalle deportazioni naziste. Dopo aver preso il posto dell’ambasciatore spagnolo, riuscì a proteggere gli ebrei, evitando la loro deportazione fino all’arrivo dell’Armata Rossa. Non rivelò mai il suo coraggio, ma negli anni ’80 fu riconosciuto dalle persone che aveva salvato. Morì nel 1992 ed è ricordato come “Giusto tra le Nazioni”.
06
Un acero campestre per GIOVANNI FALCONE e PAOLO BORSELLINO
Giardino della Scuola secondaria di primo grado G.B. Tiepolo, Via del Pioppo 55 – Udine (UD)
Paolo Borsellino e Giovanni Falcone erano due magistrati italiani che, negli anni ’80, hanno smascherato la mafia, usando l’intelligenza e la collaborazione con i pentiti. Hanno creato un “pool” antimafia il cui lavoro è culminato nel maxi processo del 1987, ricordato ancora oggi come uno dei momenti salienti della lotta dello Stato contro la mafia. Non si consideravano eroi, ma persone comuni che lottavano contro il male. Hanno pagato con la vita per il loro impegno, lasciando un segno indelebile nella storia della giustizia del nostro Paese: Falcone venne ucciso il 23 maggio 1992 e Borsellino il 19 luglio dello stesso anno.
07
Un cedro dell’Atlante per IQBAL MASIH
Palazzina Ferro, Piazza Duomo – Aviano (PN)
Iqbal Masih (1983-1995), fu un bambino pakistano venduto come schiavo a una fabbrica di tappeti a 4 anni. Liberato all’età di 10 anni, diventò un attivista contro il lavoro minorile, denunciando le atrocità delle fabbriche di tappeti e diventando simbolo di speranza e giustizia. Viaggiò nel mondo per sensibilizzare l’opinione pubblica e contribuì a liberare migliaia di bambini. Il 16 aprile 1995, a soli 12 anni, fu ucciso in un’aggressione. Oggi è certo che la sua morte fu una ritorsione per il suo attivismo.
08
Una quercia per
LILIANA SEGRE
Parco della Scuola secondaria di primo grado, Via Friuli 14 – Codroipo (UD)
Liliana Segre, sopravvissuta all’Olocausto, è nata a Milano nel 1930. Deportata ad Auschwitz nel 1944, perse la famiglia e fu costretta ai lavori forzati. Liberata nel 1945, ha dedicato la sua vita alla testimonianza e alla lotta contro l’indifferenza, diventando un’importante voce della memoria storica. Nominata senatrice a vita nel 2018, ha ricevuto numerosi riconoscimenti e ha scritto libri sulla Shoah. Presiede anche la Commissione contro l’intolleranza e l’odio, promuovendo l’educazione alla memoria.
09
Una quercia per
YUSRA MARDINI
Torre Moscarda – Paluzza (UD)
Yusra Mardini, nata a Damasco nel 1998, è una nuotatrice siriana diventata simbolo per i diritti dei rifugiati. Nel 2015, rischiando la vita in un naufragio insieme alla sorella Sarah, è riuscita a salvare numerosi migranti durante la traversata del Mar Egeo. Arrivate in Grecia, Yusra e la sorella attraversano i Balcani e a settembre sono accolte in Germania, dove ottengono lo status di rifugiate. Yusra, determinata a continuare la sua carriera, riprende ad allenarsi. Alle Olimpiadi di Rio del 2016 è una dei 9 atleti che sfilano sotto la bandiera con i cinque cerchi, come parte della squadra dei rifugiati.
10
Una Firmiana Platanifolia Aogiri per
TOOMAJ SALEHI
Istituto d’istruzione superiore “Il Tagliamento”, Via degli Alpini 1 – Spilimbergo (PN)
Toomaj Salehi, nato in Iran nel 1990, è un rapper che ha sfidato apertamente il regime attraverso i suoi testi. Arrestato per la prima volta nel 2021, è stato nuovamente fermato nell’ottobre 2022 per aver sostenuto le proteste scoppiate dopo la morte di Mahsa Amini. Detenuto in isolamento e torturato, è stato condannato a morte nel 2024, poi scarcerato dopo aver scontato una pena di un anno per “propaganda contro lo Stato”; è stato infine liberato nel dicembre dello stesso anno. La sua voce resta un simbolo della lotta per i diritti e la libertà in Iran.
11
Un Ulivo per
FELICIA BARTOLOTTA IMPASTATO
Parco della scuola primaria Ippolito Nievo, Via Annia, 13 – Lignano Sabbiadoro (UD)
Felicia Bartolotta Impastato, madre di Peppino, divenne simbolo della lotta civile contro la mafia. Dopo l’omicidio del figlio nel 1978, si oppose al silenzio e all’omertà, denunciando pubblicamente i responsabili e chiedendo giustizia. Partecipò attivamente al processo contro Gaetano Badalamenti, contribuendo a far emergere la verità sulla morte di Peppino. Con coraggio trasformò il dolore in impegno, aprendo la sua casa alla memoria e alla testimonianza. È ricordata nel Giardino dei Giusti per la sua resistenza nonviolenta.
12
Un Ginkgo Biloba per
DON LORENZO MILANI
Parco della Scuola secondaria di primo grado “Amalteo-Tommaseo”, Via Angelo Galante Ciliti 9 – San Vito al Tagliamento (PN)
Don Lorenzo Milani (1923–1967), sacerdote e insegnante, dedicò la sua vita a un’educazione fondata sulla giustizia e sull’inclusione sociale. A Barbiana creò una scuola per ragazzi emarginati, dove l’insegnamento mirava a formare cittadini consapevoli e responsabili. Promosse l’obiezione di coscienza e difese il diritto alla parola dei più deboli. La “Lettera a una professoressa”, scritta con i suoi alunni, è diventata simbolo di un’educazione libera e civile. È ricordato da Gariwo per il suo coraggio etico e il suo impegno nel promuovere la dignità umana.
13
Un Cedro Californiano per
FLAVIA AGNES
Parco di Villa Varda, Via Villa Varda di S. Cassiano 7 – Brugnera (PN)
Flavia Agnes (nata nel 1947) è un’avvocatessa e attivista indiana impegnata nella difesa dei diritti delle donne. Ha fondato il Centre for Law and Policy Research a Bengaluru, contribuendo alla riforma delle leggi sul matrimonio, violenza domestica e diritti riproduttivi. Autorità legale nella lotta contro la discriminazione di genere, ha sostenuto riforme legislative e giurisprudenziali aiutando vittime di abusi e disparità. Il suo lavoro ha sensibilizzato l’opinione pubblica sull’uguaglianza di genere. Per il suo impegno civile, è riconosciuta tra i Giusti.
14
Un Faggio per
LEA GAROFALO
Parco Larissa, Piazzale Trento – Aviano (PN)
Lea Garofalo, cresciuta in una famiglia della ‘ndrangheta, scelse di ribellarsi alla cultura mafiosa, diventando testimone di giustizia. Denunciò traffici e violenze, affrontando minacce e isolamento. Dopo anni difficili sotto protezione, fu attirata con l’inganno a Milano dal suo ex compagno e uccisa nel 2009. Il suo corpo venne bruciato per cancellare ogni traccia. La sua scelta di verità e giustizia, compiuta con lucidità e coraggio, è oggi riconosciuta come esempio di resistenza civile.
15
Un Ippocastano per
GINO BARTALI
Largo Foro Boario – Mortegliano (UD)
Gino Bartali, celebre ciclista italiano, durante l’occupazione nazifascista sfruttò la sua notorietà per aiutare gli ebrei perseguitati. Agendo come staffetta per la rete clandestina guidata dal cardinale Elia Dalla Costa, trasportava documenti falsi nascosti nella bicicletta tra Firenze e Assisi. Ospitò anche ebrei nella propria casa e contribuì al loro sostentamento con aiuti economici. Per il suo coraggio e impegno civile, è stato riconosciuto Giusto tra le Nazioni e celebrato da Gariwo per la sua straordinaria umanità.
16
Un Prunus Cerasifera per ARTHUR ASHE
Parco giochi di Viale delle scuole 33 – San Giovanni al Natisone (UD)
Arthur Ashe, nato a Richmond nel 1943, fu un tennista afroamericano simbolo di impegno civile. Primo nero nella squadra USA di Coppa Davis, vinse tre tornei del Grande Slam. Dopo il ritiro, si batté contro l’apartheid e per i diritti civili. Nel 1988 annunciò di aver contratto l’HIV da una trasfusione e avviò una grande campagna di sensibilizzazione. Morì nel 1993. Gariwo lo onora per il suo coraggio e per aver trasformato la notorietà sportiva in strumento di giustizia e solidarietà.
17
Un Bagolaro per
GINO STRADA
Biblioteca Civica di Maniago, Via Battiferri 1 – Maniago (PN)
Gino Strada, nato nel 1948 a Sesto San Giovanni e scomparso nel 2021, è stato un medico e attivista per la pace. Dopo anni come chirurgo di guerra con la Croce Rossa, ha fondato Emergency nel 1994 per offrire cure gratuite alle vittime di conflitti. Ha lavorato in Afghanistan, Iraq, Sudan e in molti altri Paesi. Convinto sostenitore dei diritti umani, ha denunciato l’ingiustizia della guerra come strumento di risoluzione dei conflitti. È ricordato da Gariwo per il suo coraggio civile e la sua visione etica della medicina.
18
Un Bagolaro per
SOPHIE SCHOLL
Giardino della Scuola secondaria di primo grado Valussi, Via Francesco Petrarca 19 – Udine
Sophie Scholl, nata nel 1921 a Forchtenberg, fu una delle figure principali della Rosa Bianca, gruppo di studenti tedeschi che si oppose pacificamente al nazismo. Studentessa a Monaco, distribuì volantini contro la guerra e il regime. Arrestata nel febbraio 1943 insieme al fratello Hans, fu condannata a morte e giustiziata pochi giorni dopo. Gariwo la ricorda per il coraggio morale e l’impegno nella resistenza nonviolenta.
19
Un Tiglio per
CHICO MENDES
Torre Moscarda – Paluzza (UD)
Chico Mendes, sindacalista brasiliano nato nel 1944, ha lottato per i diritti dei seringueiros e per la tutela dell’Amazzonia. Ha promosso un modello di sviluppo sostenibile che coinvolgeva le comunità locali nella conservazione della foresta. Per il suo impegno è stato minacciato e infine assassinato nel 1988. La sua figura è diventata simbolo della lotta ambientale e sociale.
20
Un Ginkgo Biloba dedicato a
ALTIERO SPINELLI ED ERNESTO ROSSI
Parco di Palazzina Ferro, piazza Duomo 18 – Aviano (PN)
Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi sono stati due intellettuali antifascisti che, durante il confino sull’isola di Ventotene nel 1941, hanno immaginato un futuro di pace per l’Europa. Insieme a Eugenio Colorni, scrissero clandestinamente il “Manifesto di Ventotene”. Nonostante la prigionia e le difficoltà, hanno dedicato la vita a promuovere l’unione dei popoli contro la violenza dei regimi. Grazie alla loro visione lungimirante, sono oggi considerati i padri fondatori del progetto di integrazione europea, simbolo di una resistenza che ha saputo guardare oltre i confini e le dittature.
21
Una Quercia dedicata a
SENIJA KARAMEHIC
Giardino della scuola primaria Silvio Pellico – Udine
Senija Karamehić, nata nel 1949 a Derventa (Bosnia ed Erzegovina), è un’educatrice laureata in Scienze dell’educazione all’Università di Sarajevo e dal 2012 vive a Vareš.
Durante la guerra in Bosnia salva e nasconde in casa propria persone di altri gruppi etnici perseguitati, dimostrando grande coraggio civile. Nel 2000 si dimette da preside della scuola elementare di Vareš dopo aver rifiutato di dividere gli alunni in base all’etnia, opponendosi apertamente alla segregazione scolastica.
Per il suo impegno ha ricevuto il Dusko Kondor Civil Courage Award.
22
Un Acero Campestre dedicato a WANGARI MUTA MAATHAI
Parco giochi di Campagna di Maniago – Maniago (PN)
Wangari Muta Maathai, è stata una biologa, ambientalista e attivista politica keniota. Prima donna centroafricana a laurearsi in Scienze biologiche e a ottenere una cattedra all’Università di Nairobi, si è impegnata per la tutela dell’ambiente e i diritti umani.
Nel 1977 fonda il Green Belt Movement, avviando una campagna contro il disboscamento e promuovendo la piantumazione di oltre 30 milioni di alberi in Kenya e in altri Paesi africani. La sua attività si estende alla difesa della democrazia e dei diritti delle donne, affrontando persecuzioni e arresti per le sue critiche al regime keniota.
Nel 2004 diventa la prima donna africana a ricevere il Premio Nobel per la pace, per il suo contributo allo sviluppo sostenibile, alla democrazia e alla pace.
23
Un Osmanto Odoroso dedicato a
ILARIA ALPI
Giardino di Villa de Brandis, via Roma 117 – San Giovanni al Natisone (UD)
Ilaria Alpi è stata una giornalista italiana. Laureata in Lingue e Letterature arabe alla Sapienza di Roma, lavorò come inviata per il Tg3, occupandosi in particolare del Medio Oriente e dell’Africa.
Negli anni Novanta seguì da vicino la guerra civile in Somalia con diverse missioni. Durante le sue inchieste iniziò a indagare su presunti traffici internazionali di armi e rifiuti tossici legati al Paese.
Il 20 marzo 1994 fu uccisa a Mogadiscio insieme al cameraman Miran Hrovatin mentre rientrava da un servizio giornalistico. Il suo sacrificio è diventato un simbolo della libertà di informazione e della ricerca della verità.
24
Un Ciliegio dedicato a WANGARI MUTA MAATHAI
Giardino della Biblioteca, via Treviso 2 – Lignano Sabbiadoro (UD)
Wangari Muta Maathai, è stata una biologa, ambientalista e attivista politica keniota. Prima donna centroafricana a laurearsi in Scienze biologiche e a ottenere una cattedra all’Università di Nairobi, si è impegnata per la tutela dell’ambiente e i diritti umani.
Nel 1977 fonda il Green Belt Movement, avviando una campagna contro il disboscamento e promuovendo la piantumazione di oltre 30 milioni di alberi in Kenya e in altri Paesi africani. La sua attività si estende alla difesa della democrazia e dei diritti delle donne, affrontando persecuzioni e arresti per le sue critiche al regime keniota.
Nel 2004 diventa la prima donna africana a ricevere il Premio Nobel per la pace, per il suo contributo allo sviluppo sostenibile, alla democrazia e alla pace.
25
Una Quercia dedicata a
DIAN FOSSEY
Parco ex Gil, via Nuova 6 – Mortegliano (UD)
Dian Fossey, zoologa e primatologa statunitense, ha dedicato gran parte della sua vita alla difesa dei gorilla di montagna in Ruanda, minacciati dall’estinzione. Il suo lavoro iniziò nel 1966 con il sostegno dell’antropologo Louis Leakey e la portò a fondare il centro di ricerca di Karisoke nel Parco nazionale dei Vulcani.
Attraverso lunghe osservazioni sul campo riuscì a farsi accettare dai gorilla e a studiarne il comportamento, dimostrando che vivono in gruppi familiari e hanno relazioni sociali complesse. Parallelamente combatté con determinazione il bracconaggio, impegnandosi nella difesa di una specie gravemente minacciata. Nonostante le continue minacce e il brutale assassinio avvenuto nel 1985, la sua instancabile battaglia ha permesso la sopravvivenza della specie, rendendola un’icona mondiale della protezione della natura e della biodiversità.
26
Un Acero Campestre dedicato a
PAUL GRÜNINGER
Torre Moscarda, Località ‘Enfretors’ – Paluzza (UD)
Paul Grüninger, comandante della polizia svizzera a San Gallo, durante la Seconda Guerra Mondiale scelse di disobbedire agli ordini del suo governo per salvare migliaia di profughi ebrei in fuga dal nazismo. Falsificò le date di ingresso sui loro documenti per permettere loro di restare legalmente in Svizzera, garantendo così protezione a chi altrimenti sarebbe stato respinto verso morte certa. Per questo atto di coscienza, fu licenziato, condannato e privato della pensione, morendo in povertà molto prima della sua riabilitazione ufficiale. La sua scelta coraggiosa resta un esempio fondamentale di come l’etica e l’umanità debbano prevalere su leggi ingiuste.
27
Un Gelseto dedicato a ANTONIO MAGLIO
Centro Progetto Spilimbergo, via degli Abeti 4 – Spilimbergo (PN)
Antonio Maglio è stato un medico e neurologo italiano pioniere della sport‑terapia e promotore dei primi Giochi per atleti con disabilità. Negli anni ’50, alla guida del Centro paraplegici Inail di Villa Marina a Ostia, rivoluzionò la riabilitazione delle persone con lesioni midollari, combinando cure mediche, terapia occupazionale e attività sportiva per favorire il recupero fisico e psicologico.
I suoi programmi innovativi permisero a molti pazienti di diventare atleti e portarono alla realizzazione, nel 1960 a Roma, della prima competizione internazionale per paraplegici, organizzata subito dopo le Olimpiadi e considerata la prima edizione dei moderni Giochi Paralimpici. Maglio aprì il centro a tutti i lavoratori infortunati, ampliando le discipline sportive e ispirandosi ai programmi di Stoke Mandeville di Ludwig Guttmann.
Grazie alla sua visione e al suo coraggio, Maglio contribuì a trasformare la percezione della disabilità in Italia e in Europa, promuovendo dignità, autonomia e inclusione sociale per le persone con lesioni midollari.
28
Un Cedro dedicato a LUCA ATTANASIO
Piazza Indipendenza – Cervignano del Friuli (UD)
Luca Attanasio, ambasciatore italiano nella Repubblica Democratica del Congo, ha trasformato la diplomazia in una missione umanitaria dedicata ai più vulnerabili. Laureato in Economia all’Università Bocconi, ha iniziato la carriera diplomatica nel 2003, ricoprendo incarichi in Italia, Svizzera, Marocco e infine come Capo Missione a Kinshasa. Fondatore insieme alla moglie dell’associazione “Mama Sofia”, si è impegnato attivamente per sostenere i bambini di strada e promuovere la pace in territori devastati dai conflitti. Ucciso in un attentato nel 2021 mentre viaggiava con un convoglio del Programma Alimentare Mondiale, la sua vita resta una testimonianza straordinaria di solidarietà e vicinanza ai dimenticati. In suo onore, il Presidente della Repubblica Mattarella gli ha conferito postumo la Gran Croce d’Onore dell’Ordine della Stella d’Italia. Il suo sacrificio ha mostrato al mondo il volto di una diplomazia che mette l’umanità al di sopra di ogni protocollo.
29
Un Bagolaro dedicato a RACHEL CARSON
Giardino della Biblioteca, via Enrico Fermi 2 – Brugnera (PN)
Rachel Carson, biologa marina e scrittrice statunitense, è considerata la madre dell’ecologismo moderno per il suo coraggio nel denunciare i danni dei pesticidi. Negli anni ’50 e ’60 si dedicò alla difesa dell’ambiente, denunciando i danni del DDT, della deforestazione e dell’intervento umano incontrollato sulla natura. Il suo saggio Primavera silenziosa aprì un dibattito globale sull’inquinamento e sulle alternative biologiche alla chimica agricola, nonostante le dure critiche delle multinazionali e di parte della comunità scientifica. Rachel Carson morì nel 1964 per un cancro al seno. Solo dopo 16 anni dalla sua morte le venne assegnata la Medaglia Presidenziale della libertà, l’onorificenza civile più alta prevista negli Stati Uniti. La sua sua appassionata ricerca della verità servì da modello nella lotta per la difesa dell’ambiente in tutto il mondo.
30
Un Acero Campestre dedicato a ANNA POLITKOVSKAJA
Giardino della Biblioteca Ragazzi, viale Dante Alighieri 14 – San Vito al Tagliamento (PN)
Anna Politkovskaja, coraggiosa giornalista russa della “Novaja Gazeta”, è diventata il simbolo mondiale della libertà di stampa per le sue inchieste sulla guerra in Cecenia. Ha documentato instancabilmente le violazioni dei diritti umani, le torture e le atrocità commesse contro la popolazione civile, dando voce a chi era stato dimenticato dal mondo. Nonostante le minacce di morte e i tentativi di intimidazione, ha continuato a denunciare con rigore la corruzione e l’autoritarismo del potere. Il suo assassinio a Mosca nel 2006 ha scosso l’opinione pubblica internazionale, trasformando la sua figura in un baluardo contro il silenzio e la censura. La sua eredità vive ancora oggi in chiunque creda nel valore civile della verità e nel coraggio di informare.
Eventi conclusivi di intitolazione degli alberi

Un Acero Campestre dedicato a Anna Politkovskaja

Un Bagolaro dedicato a Rachel Carson

Un Cedro dedicato a Luca Attanasio

Un Gelseto dedicato a Antonio Maglio

Un Acero Campestre dedicato a Paul Grüninger

Una Quercia dedicata a Dian Fossey

Un Ciliegio dedicato a Wangari Muta Maathai

Un Osmanto Odoroso dedicato a Ilaria Alpi

Un Acero Campestre dedicato a Wangari Muta Maathai

Una Quercia dedicata a Senija Karamehic

Un Ginkgo Biloba dedicato a Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi

Un Tiglio per Chico Mendes

Un Bagolaro per Sophie Scholl

Un Bagolaro per Gino Strada

Un Prunus Cerasifera per Arthur Ashe

Un Ippocastano per Gino Bartali

Un Faggio per Lea Garofalo

Un Cedro Californiano per Flavia Agnes

Un Ginkgo Biloba per Don Lorenzo Milani

Un Ulivo per Felicia Bartolotta Impastato

Una Firmiana Platanifolia Aogiri per Toomaj Salehi

Una Quercia per Yusra Mardini

Una Quercia per Liliana Segre

Un Cedro dell’Atlante per Iqbal Masih

Un Acero Campestre per Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

Un Acero per Giorgio Perlasca

Un Bagolaro per Franco Basaglia

Una Quercia per Jane Goodall

Un Ginkgo Biloba per Sonita Alizadeh

